Prevenire e curare le malattie cardiache

 Insegnamenti e Consigli pratici

di

SRI SATHYA SAI BABA

PREVENIRE E CURARE MALATTIE CARDIACHE

 

Incarnazioni del Divino Spirito,

È importantissimo osservare delle norme d moderazione nelle abitudini alimentari, nel lavoro e nel dormire. Il Buddha predicò la stessa regola di moderazione ai suoi discepoli: "Siate sempre sobri: non indulgete mai in eccessi». Il effetti, la sobrietà è la via regale che porta alla felicità.

Gli uomini del giorno d'oggi, che si fanno beffe di questo principio, mettono a repentaglio la propria salute e il proprio benessere. Il cibo che si consuma dovrebbe essere adeguato, puro e salutare. Oggi però la gente mangia qualsiasi cosa in qualunque posto, danneggiando così li propria salute. Il ruolo principale dell' alimentazione consiste nella conservazione della salute Bisognerebbe far attenzione a che il cibo ingerito non contenga grassi in eccesso, poiché questi, quando consumati in gran quantità, nuocciono non solo alla salute fisica, ma anche a quella mentale. Carne e bevande alcoliche infliggono un pesante tributo alla salute dell'uomo, provocandogli molti malanni.

Questo Simposio Internazionale ha per temi , "Il Cuore e i suoi disturbi". Nel programma sono anche stati annunciati dei dibattiti sulla prevenzione, il trattamento e le terapie dei disturbi cardiaci. Sono sorte delle domande sull'efficacia della Cardiochirurgia e sui suoi effetti collaterali.

Ci si chiede se la Cardiochirurgia assicuri risultati duraturi. Essa è d'aiuto quando mette il paziente in condizioni di svolgere le sue attività quotidiane e di condurre una vita normale; ma è sbagliato concludere che la chirurgia sia il solo metodo per curare i disturbi del cuore. Alcuni di essi, infatti, possono esser corretti dalla medicina. Secondo la mia opinione, è responsabilità primaria di ciascun individuo prevenire tali disturbi con una regolamentazione del cibo e delle proprie abitudini. Prevenire è meglio che curare. Le probabilità di andar soggetti a vizi cardiaci saranno esigue quando si avrà cura di controllare e regolare le proprie abitudini alimentari.

Alcune ricerche hanno rivelato che i non vegetariani e i dediti all'alcool vanno soggetti a disturbi cardiaci in misura maggiore dei vegetariani. Se l'alimentazione vegetariana fosse equi- librata e nutriente, conterrebbe dosi generose di vitamine C ed E, presenti in vegetali come le carote. Tali vitamine prevengono in larga misura i disturbi cardiaci. Andrebbe fatto ogni sforzo per mantener sano il corpo. La salute è un patrimonio. Un ammalato non potrà mai godere la propria ricchezza. In ordine d'importanza viene prima la salute, perché essa dà forza fisica e mentale.

Gli uccelli e le bestie non soffrono dei disturbi cardiaci e digestivi a cui va soggetto l'uomo, e la ragione di ciò va ricercata nel fatto che il loro cibo è naturale, a differenza degli esseri umani che, schiavi del palato, mangiano alimenti d'ogni sorta, fritti e cucinati in svariati modi. L'uomo moderno consuma una gran quantità di cibi artificiali e bevande alcoliche che nuocciono alla salute. Uccelli e bestie conducono una vita naturale, mentre il tenore di vita artificiale dell'uomo assesta un duro colpo alla sua salute. L'uomo che osserva una dieta moderata può salvarsi dalla maggior parte della malattie. Solo l'uomo, nel vasto dominio del Creato di Dio, è dotato della facoltà della discriminazione, ed è questa la facoltà che lo distingue dagli animali. Perciò dovrebbe servirsi delle sue capacità di discrezione e di scelta anche per quanto riguarda le sue abitudini alimentari.

Il progresso dell'Universo è legato a quello dell'uomo. I progressi raggiunti in campo scientifico, economico e sociale non saranno di alcuna utilità senza una trasformazione della mente. Come ottenere questa trasformazione? Controllando passioni ed emozioni. Visto che la tensione mentale è la principale responsabile dei danni arrecati alla salute, l'uomo dovrebbe imparare a tenere sotto controllo le sue passioni ed emozioni, causa di logorio e stress. Inoltre, è di capitale importanza mentre si mangia man- tenersi sereni e in pace. Non lasciamoci mai ano dare in discussioni su argomenti che possono provocare agitazione o alterazione e

disturbare quindi la pace mentale durante i pasti. La tensione mentale è causa di malattie. Dovremmo, inoltre, evitare di guardare la tv, dei video o altro mentre si mangia, poiché ciò potrebbe esse. re causa di turbamento mentale.

Inquinamento ovunque AI giorno d'oggi tutto è inquinato: l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, i suoni che ascoltiamo e il cibo che consumiamo. A causa di questo inquinamento generale la salute del- l'uomo ne risente. Oltre a ciò, anche la mente dell'uomo è inquinata rendendolo vulnerabile alle malattie. L'uomo dovrebbe sforzarsi di condurre una vita serena e pura. Dovrebbe rendersi conto che difficoltà e tribolazioni sono temporanee come nuvole di passaggio. Una volta capita questa verità, non ci sarà più motivo di agitarsi. Chi ha compreso questa verità non lascerà più che la propria mente sia agitata dal- le passioni dell'ira, della violenza, ecc. Le passioni concedono soltanto soddisfazioni d'un momento, creando però seri disturbi in campo emotivo. È quindi indispensabile per l'uomo non lasciarsi coinvolgere da alcuna passione indecorosa mentre siede a tavola. Il rispetto delle tre P, ossia della Purezza, della Pazienza e della Perseveranza assicura felicità duratura e libertà dalla malattia.

Ma non sono solamente le passioni sfrenate che vanno a detrimento della salute dell'uomo: anche il vivere di denaro mal guadagnato è in certo qual modo causa di malattia. Vivere di denaro ottenuto con mezzi disonesti è causa di molti malanni sconosciuti, che finiscono per radicarsi in noi. Si è detto:

COME IL CIBO, così LA MENTE;

COME LA MENTE, così I PENSIERI;

COME I PENSIERI, così LA CONDOTTA;

COME LA CONDOTTA. così LA SALUTE.

L'uomo d'oggi è vittima dell'ansia. Qual è la causa di questo? Il non sapersi accontentare. I ricchi, nonostante l'accumulo di beni, non sono contenti. La preoccupazione porta alla frenesia, e tutte e due sfociano nella malattia. Quindi, ansia, fretta e grassi sono la causa fondamenta- le dei disturbi cardiaci.

L'assunzione in gran quantità di cibi grassi provoca malattie cardiovascolari. I medici sono contrari al consumo di grassi, che fanno aumentare di peso, con conseguente suscettibilità del soggetto ai disturbi cardiaci. Anche la presenza di tossi ne infligge un danno analogo. Perciò, se si vuol vivere sani, bisogna consumare porzioni moderate di cibo, assumere soltanto il giusto tipo di alimenti ed evitare bevande tossiche.

Dopo i cinquant’ anni si dovrebbe gradua mente ridurre la quantità di cibo da ingerire.

C'è molta gente che mangia senza misura e senza badare alle calorie contenute nel cibo assunto. Non sempre, riducendo la quantità di cibo, se ne riduce il contenuto calorico.

Medici e pazienti

Vi sono medici che consigliano ai pazienti di non fumare e non bere alcolici, ma essi stessi bevono e fumano! Questa difformità tra parola e azione insinua nella mente dei pazienti dei dubbi circa la serietà dei consigli ricevuti. Tali dottori, le cui parole non sono coerenti con la pratica, traggono in inganno i pazienti.

L'esempio di Swami

Come condurre una vita sana? Permettete che vi parli della mia salute. Ho sessantotto anni e, lo crediate o no, il mio peso, dall'età di quattordici anni in poi, è rimasto costantemente sulle 108 libbre (49 chilogrammi circa). Non è mai salito a 109, né sceso a 107 libbre. Potrete condurre una vita sana se acquisirete equilibrio e moderazione. lo non ho mai ecceduto, nemmeno per poco, nel mangiare. Osservo sempre il principio della moderazione, sia quando sono invitato alla tavola di un miliardario che a quella d'un povero. Pur avendo sessantotto anni, il mio corpo è in perfetta forma. Non soffro alcun disturbo e il mio cuore è saldo come una roccia. Non c'è nessuno che riesca a lavorare come me e che possa esigere da sé stesso tutto quanto faccio io! Il segreto di questa salute di ferro sta nell' essere regolato nel mangiare. Ecco come ottenere unità e armonia tra alimentazione, testa e Dio.

Soltanto la fede nella spiritualità è in grado

di trasformare l'umanità. Spiritualità non vuoi dire celebrar feste o eseguire rituali. La vera spiritualità consiste nello sradicare tutte le qualità animali. Oggi l'umanità è scesa a un tale livello di degrado che gli uomini vedono il male nel bene e non cercano di vedere il bene nel male.

(Tratto dal Discorso inaugurale del Il Simposio Intemazionale sulle Malattie Cardiovascolari; tenuto nell’auditorium del Sathya Sai Institute il 21 Gennaio 1994)

Poiché mi muovo con voi,

mangio come voi,

parlo con voi,

v'illudete credendo che

si tratti di un comune esempio di umanità.

Sathia Sai Baba

 

PERCHÉ PREGARE PRIMA DI MANGIARE'?

 

Studenti, oggi vi parlerò solo di quale dovrebbe essere la condotta appropriata nella vostra vita di tutti i giorni e di come dovrebbe essere regolato il vostro modo di mangiare e di vivere. Molti, soprattutto tra coloro che sono religiosi, pensano che al momento di mangiare si debba ripetere il XV capitolo della Cita, e che, grazie a questa recita il cibo sia stato offerto a Dio e, di conseguenza, si consumi del cibo che è stato offerto al Signore. Gli studenti che vengono per partecipare ai Corsi Estivi sanno che nel nostro convitto, prima di prendere il cibo, gli studenti usano ripetere alcuni versi sacri e fare un'offerta al Signore, e poi mangiano. Non dobbiamo mettere da parte questa usanza come fosse una forma di fanatismo, ma dobbiamo cercare di sperimentare il significato e il contenuto dei versi.

I problemi si risolvono col cibo

Chi voglia intraprendere il sentiero della spiritualità, troverà sulla propria strada molte preoccupazioni materiali e molti ostacoli. Solo quando sarà riuscito a superare gli ostacoli materiali che s'incontrano lungo il cammino, avrà l'opportunità di trarre beneficio dalla vita spirituale.

La citazione di questo particolare versetto del XV capitolo della Cita ha lo scopo di far ottenere successo nelle questioni materiali e di superare gli ostacoli che si presentano quando si segue un sentiero spirituale. In questo campo, il cibo che mangiamo determina il modo molto netto quello che riusciremo ad ottenere in futuro. Il cibo che mangiamo determinerà il genere di idee che germoglieranno in noi.

Silenzio, si mangia!

Se, mentre mangiamo, usiamo parole eccitanti, germoglieranno anche in noi idee collegate a quelle parole eccitanti. La lezione che dobbiamo imparare è che, mentre facciamo il bagno, quando siamo seduti per far meditazione o quando mangiamo. non dovremmo pensare ad altre attività o ad altre idee. Anche parlare troppo mentre stiamo mangiando ci produrrà un danno. Quando mangiamo. non dobbiamo dare spazio ad alcun tipo di conversazione. Recitato questo particolare verso, prendiamo poi il nostro cibo con la gioia e la parola sacra in cuore. In questo modo, qualunque cosa sia stata offerta a Dio diventerà prasad che ci proviene come dono da Dio.

Chi è che si nutre?

Il significato del verso è che Dio stesso. che è in forma umana in voi, sta consumando quel cibo. Questo cambia quindi il vostro cibo in cibo di Dio. Mentre consumiamo i nostri pasti, non dovremmo essere in uno stato di agitazione e non dovremmo lasciarci prendere dalla passione, ma dovremmo mangiare in uno stato di grande tranquillità e pace. Anche se non sapessimo recitare preghiere. far penitenze o celebrare sacrifici, basterebbe che ci preoccupassimo di mangiare in questo modo per sviluppare buone idee. La natura del fuoco determina il tipo di fumo che ne deriva. Il tipo di fumo che ne deriva determina il tipo di nubi che si formano. Il tipo di nubi che si formano determina il tipo di pioggia che le nubi forniscono. Il tipo di pioggia determina il raccolto. Il tipo di raccolto determina le nostre idee. È il nostro cibo il responsabile di tutte le nostre idee. Se consumeremo cibo sattvico stando seduti in un posto pulito, avremo idee pulite. Avremo così buone possibilità di avere idee spirituali.

Purezza del cibo

Per ciò che riguarda il cibo, ci sono tre aspetti riguardanti la pulizia. che andrebbero considerati con molta cura. Uno riguarda la pulizia degli alimenti che usiamo come cibo da cuocere. Il secondo riguarda la pulizia del recipiente in cui intendiamo cuocere il cibo. Il terzo aspetto riguarda la pulizia del processo di cottura, e questo non è facile ottenerlo. Per ottenere questa pulizia dovremmo mantenere pulite le nostre idee fino a che non sia completato il pro- cesso di cottura dell'alimento.

Tuttavia. quand'anche ci fossero delle mancanze in queste caratteristiche di pulizia. il cibo offerto a Dio prima di mangiarlo si purificherebbe. Offrendo in questo modo al Signore il cibo che mangiamo produciamo questi diversi tipi di pulizia, ed è per questo che i nostri antenati ci hanno detto che questi sono i passi da osservare nella preparazione dei cibi. Oggi, sfortunatamente. quando si ha fame, non ci si cura di che cosa si mangi. in quale albergo si mangi e quale tipo di cibo si consumi. Si mangia qualsiasi cosa.

Potete aver fame, ma nonostante la vostra fame, dovete cercare un posto pulito e del cibo pulito da mangiare. Quando avete a disposizione questo cibo pulito. dovete prima offrirlo a Dio e poi mangiarlo. E non solo qui. ma dovunque possiate andare, prima dei pasti dovreste ricordare questi tre versi. pronunciarli, offrire il cibo a Dio e poi mangiarlo. Se fra voi c'è qualcuno che non conosce questi tre versi. li potete scrivere. così da essere in grado di recitarli.

(Dal CORSO ESTIVO 1977. cap. XVIII)

 

PREGHIERA PRIMA DEI PASTI

 Brahmarpanam brahma havir brahmagnau brahmana hutam

brahmaiva tena gantavyam brahm a karma-samadhina

Aham vaishvanaro bhutva praninam deham asritah

pranapana-samayuktah pachamy annam chatur-vidham

Dio è l'offerta, Dio è l'oblazione; nel fuoco, che è Dio, da Dio è versata;

Dio è la meta verso cui procede colui che medita sul fatto che l'azione stessa è Dio.

Dimorando come fuoco digestivo nello stomaco delle creature unendomi alloro respiro vitale, (lo, che sono Dio in te) digerisco le quattro specie di alimenti.

Aum Shanthi Shanthi Shanthi

 

ALIMENTAZIONE E CARATTERE

 

Odi e conflitti

Tutti gli uomini del mondo appartengono ad una sola razza. Nonostante ciò, gli uomini si odiano l'un l'altro, per motivi religiosi e per orgoglio nazionale. Capita, a volte, che una nazione interrompa tutte le relazioni pubbliche con un'altra. Ma dove sorgono questi conflitti? Riflettendo a fondo su questa domanda, la risposta sarà facilmente intuibile.

Cinque caratteristiche per tutto

In ogni elemento dell'Universo ci sono cinque caratteristiche. Le prime tre sono: Essere-Consapevolezza-Beatitudine (Sat-Cit-Ananda). Le altre due, invece, sono la Forma e il Nome. Forma e Nome sono date in prestito agli uomini solo per un certo lasso di tempo, e vanno soggetti a mutamento, al contrario delle prime tre qualità, che sono imperiture, e che nel linguaggio vedico sono chiamate "Esistenza, Consapevolezza, Amore puro". Le tre caratteristiche del- l'Essere-Coscjenza-Beatitudine sono intrinseche all'uomo e sono immutabili. Costituiscono anche gli attributi innati d'ogni manifestazione del Divino. L'ultimo attributo è la Beatitudine Divina. Ogni essere umano è l'incarnazione, il depositario e il veicolo di questa Beatitudine Sacra.

Gioie umane e beatitudine divina

La consapevolezza di tale Beatitudine rappresenta il fine dell'uomo, il coronamento della vita umana. Ma gli uomini cercano piaceri e gioie nei sensi, i quali sono attratti da ciò che è esteriore e, di conseguenza, otterranno una felicità di tipo inferiore e materiale, invece di conseguire la Beatitudine Divina che in realtà dovrebbero agognare. Bisogna dire che la felicità del mondo oggettivo e determinata da mezzi soggettivi, rappresenta solo un piccolissimo frammento di quella che scaturisce dall'unione col Brahman, la Realtà Suprema. Quando, ad esempio, si dice che c'è l'acqua calda, si sa che il calore non è un attributo dell'acqua, bensì è il fuoco che la scalda. Allo stesso modo, la felicità, sia essa di matrice oggettiva o soggettiva, è tale in forza della Grazia della Suprema Beatitudine Divina.

Le gioie della Natura

L'uomo va fiero per essere riuscito a procurarsi una buona dose di felicità con i suoi stessi

sforzi. È lo zucchero, che, lavorato con la farina, dà origine al dolce laddu. La terra è un dono che già in sé basta a far felici tutti gli esseri. Le stelle sono orgogliose di illuminare l'oscurità del firmamento, ma la luce della luna piena ne affievolisce notevolmente la luminosità, tanto che, a volte, si possono osservare a stento. L'orgoglio stesso della Luna è umiliato dal Sole che sorge e rifulge nel cielo. La Beatitudine Divina è paragonabile al Sole. Ciò non significa che si debba ignorare la luminosità delle stelle e della Luna, da cui si ricava una gioia derivante dalla Natura e da esperienze di tipo spirituale. Queste forme di felicità sono come stadi o campioni di prova: si può continuare a sperimentarle come tali; però, il fine ultimo da perseguire in continuazione è la Beatitudine Divina.

Perché la caduta?

Come può l'uomo conquistare quella consapevolezza, quella Beatitudine? Quale disciplina spirituale deve praticare? Come mai, gli uomini, nonostante siano tutti egualmente soggetti alla nascita e alla morte, hanno perduto il diritto di possedere questa sacra Beatitudine, cedendo all'odio e ai conflitti? Perché il diabolico prevale sul Divino? Per secoli queste domande hanno tormentato l'uomo,

Tre tipi di cibo

Orbene, la causa di tutto ciò è l'ego, Un io gretto e meschino, che diventa ego, è alla radice del male. Andando più a fondo nel problema, direi che la natura del cibo che mangiamo è tra le prime responsabili della condizione in cui ci troviamo. Il cibo può essere di tre qualità: sattvico, che favorisce la purezza; ragiasico, che provoca passioni, e tamasico, che sviluppa l'indolenza, l'inerzia, l'abulia. Quindi, si migliora o si peggiora in relazione al genere di cibo che si consuma, sattvico, ragiasico o tamasico. Il cibo ha il potere di

inibire o stimolare, di incoraggiare o prevenire le emozioni e le passioni; forgia il comportamento, la condotta e le attitudini dell'uomo.

Il cibo che divide

Difficilmente s'instaurano sentimenti di amicizia quando non si predilige la stessa qualità di cibo. Ma anche quando due persone mangiassero entrambe cibo ragiasico e possedessero la stessa natura, l'amicizia non potrebbe durare a lungo, in quanto, l'invidia e l'astio s'interporranno fra i due e spezzeranno il legame. Le qualità sattviche libereranno l'uomo dalle tendenze malvagie, e purificheranno la sua mente, preparando lo ad affrontare il viaggio verso Dio, il Saliva, il Puro.

Ove c'è io non c'è Dio

Molti individui scivolano dalla natura sattvica a quella ragiasica, dove predomina l'ego. Così facendo, essi si allontanano da Dio: dove c'è un io gonfio d'orgoglio e di vanagloria, Dio non sarà presente. Sovente, tali individui adducono altri motivi che, a sentir loro, li avrebbero indotti a perdere di vista Dio, ma la pecca risiede unica mente in loro stessi.

Effetti dei tre tipi di cibo

Ma che cosa s'intende esattamente per cibo "sattvico"? È sattvico il cibo che dà benessere e gioia al corpo, alla mente e al cuore, e aiuta a mantenere un sacro modello di vita. Il cibo sattvico fa sentir leggeri anche al termine della cena o del pranzo. Le persone che realmente possiedono caratteristiche sattviche si accontentano di consumare un pasto al giorno. La qualità ragiasica induce a una continua richiesta di cibo piccante, agro, dal sapore forte e molto salato. La tamasicità, invece, fa apprezzare gusti acri, stantii e freddi. La maggior parte del cibo ingerito viene eliminata. La restante quantità di cibo viene utilizzata per il mantenimento e la crescita delle ossa e dei muscoli. Le parti sottili del nutrimento, invece, sono destinate ai nervi e alla mente. Per tale ragione, gli aspiranti spirituali devono prestare la massima attenzione al cibo che consumano.

Effetti nocivi del cibo piccante

Il cibo piccante aumenterà la litigiosità, "aggressività e l'indole vendicativa contro chiunque non sia d'accordo o, per una ragione o l'altra, si opponga o deluda. Tali uomini sono peggio degli scorpioni e dei serpenti. Essi sono paragonabili a spade affilate e seghe dentate. È tragico che conflitti faziosi emergano anche fra persone che si confessano devoti di Dio. A volte, tali individui, si comportano come se volessero "profanare" Dio, disertandoLo. Quando vedono che i loro desideri non fruttificano, o nei loro confronti sono mosse critiche costruttive, o sono consigliati ad abbandonare la condotta sbagliata che hanno assunto, queste persone in un eccesso d'ira s'allontanano da Dio! Esistono due categorie di uomini: quelli pii, e quelli demoniaci. Le persone ragiasiche sono demoniache. La Gita suggerisce di adottare come prima disciplina spirituale il principio esplicitato dalla frase «non odiare alcun essere" (XII. 13). Per avvicinarsi a Dio bisogna indossare qualità divine. Dal momento che è un peccato odiare i no stri simili. che dire, allora, di chi odia Dio?

Abbandono a Dio e sensi a dieta

Vivete nell'amore di Dio, nell'equilibrio, nel- la consapevolezza e nella comunione. La devozione sussiste in una mente perseverante, e non in una mente agitata e cangiante come un caleidoscopio. Allah riversa la sua grazia solo su coloro che si arrendono totalmente alla sua volontà. La purificazione dei sensi di azione e di percezione, della mente e dell'intelletto, e la sublimazione della coscienza dell'ego, accadranno spontaneamente, una volta che si sarà rafforzato l'atteggiamento di abbandono totale. Ciò che è ingerito dalla bocca è cibo. Ma c'è anche un altro genere di cibo che consumiamo. con gli occhi. le orecchie, il naso e la pelle. Anche questo tipo di cibo dev'essere di natura sattvica. ossia, deve purificare e non corrompere per qualità piccante o scadente.

(Dai DISCORSI 1983, Mother Sai Publications)

 

IL CORPO:

UN TEMPIO DI CUI AVER CURA

 

Il corpo è una cassaforte inestimabile;

come un prezioso gioiello tenuto al sicuro in una cassaforte di ferro, così è il Divino dentro il corpo. Questa parola di Sai è la Via della Verità. Ciò che chiamate Dio non si trova in un posto lontano. Quel Dio è proprio nel vostro corpo. Ciò che chiamate peccato non si trova in una nazione lontana; è proprio lì, nel vostro modo di agire.

Incarnazioni del Divino Spirito!

Cura del corpo

Anche se il corpo umano non vale gran che e

non dura in eterno, va tuttavia tenuto con molta cura, perché è lo scrigno in cui abita lo Spirito

Divino, l'Atma. È il primo dovere di un uomo.

Se un uomo non possiede un corpo vigoroso e sano, diverrà facile preda di numerose malattie. Il corpo, in verità, è la base della vita umana. Ecco perché gli antichi Romani, consapevoli di questa verità e pionieri della moderna civiltà occidentale, seguirono attentamente vari metodi per il giusto allenamento e sviluppo del corpo.

Il corpo è un mondo a sé stante. Non è semplicemente una forma fisica, ma è un insieme organizzato di molti organi e membra. Ogni organo ha la sua bellezza, che va favorita. Un corpo gracile e cagionevole non è adatto a qualunque azione decisa, mentre solamente un corpo forte e sano è in grado di produrre idee pure, nobili e sublimi. Su questo punto, tutte le religioni sono d'accordo: sebbene il corpo non sia eterno, va usata ogni cura particolare per man- tenerlo in efficienza, giacché esso è la dimora dell'Eterno Atma. Sebbene il corpo sia fatto di carne, sangue, feci, urina ed altre cose maleodoranti e disgustose, lo Spirito Divino lo irradia della Sua luce.

Integrità dell'Atma

L'Atma non cresce col corpo, né decade insieme ad esso. il principio atmico non è condizionato da crescita, né da degrado: è sempre puro, prezioso ed immutabile. Quand'anche un grosso e lucente diamante si trovasse fra un mucchio di spazzatura, non perderebbe la sua luminosità né il suo valore. Cambierà forse il sapore o la qualità gastronomica di una zucca di buona varietà per il solo fatto che cresce su un rovo spinoso'? Anche se l'uovo di un pavone femmina venisse covato da una gallina comune o da altri uccelli, il pavone che ne nascerà non perderà il suo bel piumaggio. Così pure il principio atmico, che è scevro da egoismi, immacolato ed eterno, non perderà nulla del suo splendore e del suo bagliore, anche se unito ad un corpo umano pieno di impurità.

Non maltrattare il corpo

Come si spiega che popoli di religioni diverse si trovino d'accordo sulla necessità di man- tenere in buona salute il corpo e di procurargli felicità? Perché tutti considerano il corpo come il tempio del Signore che vi dimora. È quindi dovere primario dell'uomo non trascurare questo sacro tempio del corpo e prendersene la massima cura, affinché sia mantenuto in efficienza in vista dei doveri e degli obblighi per i quali è destinato nella vita. Coloro che non intravedono questa verità sottopongono il corpo a dure prove nel nome di culti, voti, digiuni e penitenze. Per questo motivo finiscono per fallire l'obbiettivo principale, che consiste nel riconoscere l'eterno principio dell'Atma. Ucciderete forse il serpente, colpendo il formicaio dove si nasconde? Realizzerete l'Atma infliggendo privazioni al corpo? Credete di giungere alla liberazione rinunciando al cibo buono e all'acqua? La realizzazione del Sé è possibile solo mediante la conoscenza della propria vera natura.

Alla scoperta del Sé

Dunque, il primo passo verso la conoscenza del Sé consiste nel comprendere la natura del- l'uomo. Per numerose che siano le vite avute in passato, il corpo attuale è nuovo. Questo dimostra che la Divinità è insita nell'uomo. La scoperta di questa Divinità o Sé Reale nell'uomo richiede un'indagine approfondita, la cui meta è la percezione del Reale. Quando per mezzo di un'incessante osservazione di sé, s'intuisce che quel Sé è reale, si diventa un veggente, testimone di sé. L'obbiettivo finale della Devozione è quello di diventare un saggio che "vede", in modo tale da sperimentare il mondo oggettivo in una prospettiva o su uno sfondo spirituale. In mancanza di questo fine, l'uomo non fa che conservare a livello fisico le proprie caratteristi- che umane, ma senza giungere alla comprensione del suo autentico "lo".

Uomo è chi sa

Il termine sanscrito manava, che viene tra dotto con "uomo", significa "non nuovo", perché la realtà dell'uomo, l'Atma, è antica ed etema. Manava ha anche un altro significato composito: Mada ajnana, "ignoranza"; -na- che vuoi dire "senza"; -va, "comportarsi". In sostanza, merita il nome di manava, quindi di "uomo", soltanto "chi non si comporta da ignorante". Basterà che un uccello sia verde perché possa parlare come un pappagallo? Può chiamarsi ape qualsiasi insetto che vada a posarsi su un fiore? E un asino si trasformerà in tigre portando semplicemente una pelle di tigre? E se un maiale diventa grosso quanto un elefante, potrà dirsi perciò stesso elefante? Allo stesso modo, basta avere l'aspetto d'uomo per essere un vero uomo? Può chiamarsi giustamente uomo la persona in cui c'è armonia di pensieri, parole ed azioni. Il corpo è come una bolla d'acqua che sale in superficie, vi rimane un po', poi vi ritorna. Così è della bolla chiamata nara, cioè uomo, che è emersa dall'acqua chiamata Narayana, Dio, e a Lui ritorna.

Tarare il corpo sulla Divinità

Solo dopo aver riconosciuto l'origine divina dell'essere umano, ci si deve preoccupare di mantenere e di usare il corpo nella maniera con- facente alla sua natura. Anche se il corpo non è che uno strumento, l'uso che se ne deve fare va regolato in base a determinati modelli ed entro certi limiti. Tutti gli oggetti del mondo sono soggetti a norme particolari. Giustamente è stato affermato che, senza disciplina, non è possibile raggiungere né successo né progresso. Il corpo non fa eccezione e va governato secondo certe norme.

Il corpo, una s.r.l.

Si deve dare sempre maggior purezza ai pensieri, ai sentimenti, agli atteggiamenti e alle azioni. AI contrario, se si usano sensi e membra in modi impuri, la natura umana si perverte in diabolica. Potremmo paragonare la nostra vita ad un'azienda. La temperatura normale del corpo è sui 36° C, ma se andasse anche solo a 37°, segnalerebbe una malattia. La pressione arteriosa dovrebbe essere di 120/80 mm; se aumentasse o diminuisse sarebbe un indice di malattia. Perfino la pupilla può vedere la luce entro una precisa gamma di tolleranza: ogni violazione di quella soglia danneggerà la retina. Così è anche per le orecchie, che possono percepire i suoni entro certi limiti, superati i quali, si danneggiano i timpani. Il nostro corpo, dunque, potrebbe essere definito una s.r.l., una società a responsabilità limitata. Usando il corpo, vanno tenuti in considerazione dei limiti: nel cibo che si mangia, nell'acqua che si beve, nelle parole che si dicono e si ascoltano, in definitiva, in tutte le consuetudini come regola fondamentale si deve usare moderazione. Superare i limiti con- sentiti comporta pericolo. Mangiare o parlare troppo porta disordine mentale, mentre mangia- re frugalmente e parlare con moderazione porta ad un vivere piacevole. Il corpo, dunque, sia sempre utilizzato solo in modo da recar gioia alla vita umana.

Salute senz' ansia

Il corpo va seguito con le debite cure, anche se è transitorio, finché non si è realizzato il Sé. Ignorando questa verità., molti trascurano il corpo, esponendosi all'attacco di varie malattie. La salute fisica è indispensabile anche per raggiungere i quattro scopi della vita, cioè la Giustizia, la Ricchezza, il Desiderio e la Liberazione. Le malattie dell'uomo odierno sono causate maggiormente dalle sue ansie che dall'assunzione di

cibo cattivo. Di cosa è fatta l'ansia'? Di paure create nella mente. Bisogna porre un limite al pensiero speculativo, all'ansietà e alle preoccupazioni; altrimenti ne deriveranno guai e dissesti psichici.

Una ricerca sugli universitari ha mostrato che in parecchi atenei l'80 o il 90% degli studenti soffrono di qualche disturbo psichico. Gli studenti devono fare attenzione in questa preziosissima fase della loro vita, affinché non di- ventino vittime di malattie fisiche o psichiche. Devono tenere la mente lontana da pensieri inutili e da preoccupazioni, ed inoltre devono evitare l'eccesso di letture, di gioco, di sonno, ecc., poiché l'eccesso in ognuna di queste attività. sarebbe controproducente per il fisico.

Tetto ai desideri

Inoltre, qua e là. vi è stato parlato del programma "Tetto ai desideri", che ha quattro importanti componenti. La prima è "Non sprecare cibo". Perché? Perché il cibo è Dio; è indispensabile alla vita, dal momento che un corpo non può sopravvivere senza di esso.

Il tempio mutevole di Dio

Studenti, non sottovalutate il corpo. È pur vero che tutto in questo mondo non dura, ma si dovrà per questo trascurare tutto? Dunque, anche se il corpo è precario, usategli ugualmente la giusta sollecitudine, per quel tanto che merita una cosa che non è eterna, ma che è il tempio mutevole di Dio.

Siamo ciò che pensiamo

Studenti, voi ora vi trovate nel periodo più prezioso della vita. Nei vostri pensieri, parole ed azioni, quindi, non dovrebbero trovar posto differenze e discriminazioni. Idee così malsane nascono solo da un corpo insano. Ciascuno, in dipendenza dal modo di pensare, può stabilire da sé se è una persona sana o debole o malata. Per questo si dice: Vat hhavam tal hhavati cioè, "Si diventa ciò che si pensa».

Perciò, abbiate cura del vostro corpo che contiene l'inestimabile Atma, allo stesso modo che vi curereste d'una cassaforte in cui sono racchiusi dei gioielli preziosi. Mangiate per vive- re, e non vivete per mangiare. Se avrete fiducia in voi stessi, sarà il cibo necessario a venire, per così dire, incontro a voi. Non avrete bisogno di andare in cerca di sostentamento.

Ecco perché nel Bhagavatam si dice che chi va alla ricerca dello Spirito è un Ifopi ossia un devoto, mentre chi insegue il cibo è un papi un peccatore. Peccato che esista gente che, pur avendo avuto una nascita umana, rincorre il cibo anziché mettersi alla ricerca dello Spirito. E il Vedanta esorta l'uomo a scoprire ciò che egli realmente è. Invece di usare lo specchio dell'intelletto per osservarvi, lo ponete di fronte agli altri per guardar loro. Così non riuscite più a vedere voi stessi. I.

Vulnerabilità dell'uomo

Solo l'uomo ha i numeri per scoprirsi divino. A questo proposito, le abitudini alimentari giocano un ruolo importante. Fra le 8.400.000 specie di creature viventi esistenti al mondo, 8.399.999 raggruppano insetti, uccelli, animali vari, bestie selvagge, ecc., che vivono di quanto Dio fornisce loro in natura; perciò, in generale, non sono soggetti ad alcuna malattia. Unica eccezione è, in questo caso, l'uomo: schiavo del palato, degusta solo cibi cucinati a base di spezie d'ogni genere, ignaro di quanto ciò riduca la sua longevità..

Mensa sana in corpore... vegetariano

Oltre a ciò, è interessante rilevare che i vegetariani sono meno soggetti a malattie, mentre i non vegetariani si ammalano più facilmente. Perché? Perché l'alimentazione a base di ani- mali è incompatibile con le necessità. di un corpo umano. I medici mettono in rilievo la scorta proteica presente nel cibo non vegetariano; ma, in realtà., va detto che nelle verdure, nei legumi, nel latte, nello yogurt e in altri prodotti alimentari ci sono proteine di qualità. migliore. Il cibo non vegetariano non intacca solo il corpo fisico dell'uomo, ma lascia i suoi effetti deleteri anche sulla mente.

Cibo, testa e Dio sono fra loro interdipendenti. Se ci si nutre di cibo animale, si risvegliano tendenze animali. Tale il cibo, tali i pensieri. Gli uomini d'oggi hanno un comportamento più selvaggio di quello delle belve d'una foresta: sono diventati crudeli, spietati e senza cuore. Perfino fra simili viene meno la comprensione e l'umanità.. La causa principale di ciò sta nel tipo di cibo assunto. Studenti, fate attenzione al cibo che

mangiate. Fate in modo che vi dia salute e felicità.. I nostri avi facevano due pasti al giorno e gli antichi saggi mangiavano una sola volta al dì. Dicevano che è un asceta (yogi) colui che mangia una sola volta al giorno, un godereccio (bhogi) chi mangia due volte e un malato (rogi) chi tre volte.

Bastano 10OO Kcal. al di

La gente oggi mangia a tutte l'ore, per non parlare degli spuntini e delle bibite fra un pasto e l'altro. Come farà a scampare da indigestioni e malattie? Il fabbisogno d'un uomo equivale ad una caloria al minuto. I giovani si dovrebbero accontentare di 2000 calorie al giorno. Per una vita sana, all'uomo bastano 10OO calorie al giorno. Oggi però si arriva ad assumere sino a 1OOO calorie al giorno. Di conseguenza, la gente soffre d'indigestione e insonnia. E la mancanza di sonno è all'origine di molti disturbi. Non abbiate la preoccupazione di dormire: se vi corica- te senz'ansia, dormirete automaticamente come ghiri.

Siate moderati nel cibo come in tutte le altre abitudini di vita, affinché possiate mantenere in buona forma il corpo e compiate bene il vostro dovere. In ogni caso, non attaccatevi troppo al corpo. I due sentimenti di "io" e di "mio" sono alla radice di ogni problema e di ogni male che predomina nella società. Cercate di ridurre, se non eliminare totalmente i sentimenti di essere "colui che fa l'azione e ne ricava piacere". Sol- tanto allora potrete avere una vita ideale.

Malattie psicosomatiche

Una salute cagionevole dipende anche da ragioni psicologiche. Se controllate il polso, la pressione, la temperatura, ecc. con senso di apprensione o convinti di non star bene, otterrete degli esiti anomali. Se temete di non poter dormire, accadrà di certo ciò che temevate. Cercate dunque di avere sempre un'idea positiva della vostra salute e di coltivare la convinzione di star bene.

Longevità

I nostri antenati avevano il desiderio di vive- re a lungo perché amavano vivere in Dio; per questo cercavano di preservare la salute fisica e anche quella mentale. Oggi si dichiara vecchia una persona che ha raggiunto l'età di 60/70 anni. ma a quei tempi la gente era considerata giovane anche a 80. 90 o 100 anni. Studenti. vi ricorderete forse che nel Mahahharata, al tempo della battaglia del Kurukshetra. si narra che Krishna e Arjuna avessero rispettivamente l'età di 86 e 84 anni. e tuttavia erano in pieno vigore giovanile. al punto da prender parte al combattimento con aitanza, vitalità e coraggio. E chi era il generale dell'esercito Kaurava? Era Bhìshma, di 116 anni! Oggi, un uomo di 116 anni sarebbe ridotto in un letto, con un fisico tutto tremante e non potrebbe alzarsi se non con l'aiuto di altri. Bhìshma invece combatté strenuamente per nove giorni. Come fu possibile? Era la loro energia mentale, il cibo di cui si nutrivano e, soprattutto, la loro fiducia in sé stessi (intesa come fiducia nel loro Sé, l'Alma, lo Spirito).

(Dal CORSO ESTIVO 1990, Lez.III, Mother Sai Publications)

 

"E LE PROTEINE DELLA CARNE?"

 

Una conversazione illuminante

Un visitatore - Come si fa ad essere devoti a Dio?

Sai Baba - Occorre fiducia. Cominciamo dal cibo: il corpo è fatto di cibo e se non c'è la salute, tutto è difficile. Nello stomaco 1/4 è aria, 1/4 è cibo, e la metà rimanente è acqua. Oggi si man- gia troppo, e non resta spazio per l'acqua; in India gli alimenti comuni sono riso e grano. Se si mangiano con moderazione, vanno benissimo, ma la gente mangia troppo e s'intorpidisce. L'eccesso di cibo rende indolenti; la moderazione non fa male. Swami viaggia in tutta l'India e non si ammala mai per il cibo, ma solo quando prende su di Sé la malattia di un devoto; se no, mai. L'eccesso di latte fa male: è ragiasico.

Visitatore - Sai Baba, questa domanda riguarda solo me, e non altri. Per me è importante mangiar carne.

Sai Baba - Il cibo è importante per il corpo; è il cibo che ci fa nascere. Madre e padre si sono nutriti di cibo, e danno vita al figlio. I genitori sono cresciuti col cibo. Il tipo di cibi che mangi darà il carattere ai tuoi pensieri. Se mangi cibi sattvici, l'effetto sarà sattvico; la frutta, il latte e tutto ciò che è fresco e non piccante come le cipolle forti. La carne dà al sangue il suo effetto, come le passioni e simili qualità. II pesce fa venire dei pensieri sozzi; anche se sta sempre nell'acqua, il pesce puzza.

Un visitatore- E la carne d'agnello? Sai Baha - La carne va bene per chi si con- centra sul corpo e vuole che sia forte, ma non va bene per chi aspira alla vita spirituale.

Un visitatore - Ma le proteine che vengono dalla carne?

Sai Baba - Certo, dalla carne il corpo riceve

delle proteine, ma non quelle mentali. Se ci tieni alla vita spirituale, non vale la pena che man- gi carne; se invece tieni a quella materiale, per quel tanto va bene.

C'è anche un'altra ragione spirituale. Quando ammazzi un animale, gli infliggi sofferenza fisica, dolore e danno. Dio si trova in tutte le crea- ture; e allora, perché far<:ili del male? Se uno picchia un cane, quello guaisce dal dolore; e quanto più dolore dà l'uccidere? Gli animali non sono stati creati per fornire cibo agli umani. Sono venuti per affrontare la propria vita nel mondo con loro grande fatica. Le iene, gli scia- calli e le volpi divorano i cadaveri degli uomini, ma ciò non vuol dire che l'uomo sia stato creato per dare alimento alle fiere. Così l'uomo mangia gli animali, ma essi non sono venuti per farsi mangiare dagli uomini. Abbiamo purtroppo preso l'abitudine di mangiar carne.

Un visitatore - Eppure beviamo il latte, che è animale.

Sai Baba - Tutto ciò che viene dalla vacca, latte in quantità modesta, burro, cacio, va bene per chi cerca la vita spirituale; la vacca non ne soffre, ed è benefico prenderne. Nello Dvapara Yuga, 5680 anni fa, prima del Kali Yuga, venne in uso il latte.

(Da COLLOQUI, p. 29; Mother Sai Publications)

Il parere dei medici però. . .

Molti medici attribuiscono grande importanza al valore nutritivo delle proteine animali e ne raccomandano l'assunzione, suggerendo carni, uova, ecc. Certamente, le proteine animali servono alla formazione del corpo, ma provocano un considerevole danno alla mente. L'interesse principale dei dottori riguarda il corpo grossolano, fisico; perciò, prestano scarsa attenzione alla forma sottile della formazione del mentale.

La maggior parte delle malattie più diffuse nel mondo odierno sono di origine psicosomatica e pare che i disturbi mentali siano più numerosi delle malattie fisiche. I Veda hanno dichiarato che la mente è la causa sia della schiavitù sia della liberazione dell'uomo. Ciò significa che la mente va usata giustamente e orientata verso il Divino. Allo stesso modo, la mente è responsabile sia della salute sia della malattia. Per questa ragione il cibo è di estrema importanza. Le proteine sono presenti nel latte, nello yogurt e nei vegetali. tanto quanto nella carne. Se i medici dessero la giusta prescrizione dietetica. si potrebbero prevenire e allontanare le malattie.

(SATHYA SAI NEWSLETTER. Spring 1994, p. 37

Alcune ricerche hanno dimostrato che i non vegetariani e i bevitori di alcolici sono più soggetti alle malattie di cuore dei vegetariani. Gli alimenti vegetariani salutari e scelti con equilibrio comprendono un'ampia gamma di vitamine; ad esempio nelle carote si trovano abbondanti quantità di vitamina C ed E. La presenza di queste vitamine sono in larga misura una prevenzione dei disturbi cardiaci. Bisogna fare qualsiasi sforzo per mantenere in salute il corpo. poiché la salute è ricchezza - Health is we- alth. Non si può godere di alcuna ricchezza se si è poveri di salute! La salute è più importante. perché da essa dipendono le forze fisiche e mentali.

(SATHYASAINEWSlE1TER. Summer 1994. p. 3)

 

DIMMI COME MANGI E. . .

 

Cari studenti, è difficile saper riconoscere la purezza dei tegami, delle suppellettili di cucina e del cuoco. Ve lo dimostrerò con un esempio.

Di recente, nell'ashram di Satcitànanda a Rishikesh, si è verificato un episodio singolare. Il cibo destinato ai vari monaci veniva servito anche dai pellegrini e dalle persone di passaggio in quel luogo. È un'usanza anche per gli uomini d'affari offrire del cibo ai sadhu in certi giorni specifici.

C'era un certo Marvadi, uomo d'affari, che possedeva un negozio ben fornito. Un tale, che aveva l'incarico di pesare e controllare la merce era rimasto vedovo e aveva una figlia di 18 anni. Non c'era alcuno che le facesse la corte e la sposasse. Con l'aiuto di vari mediatori, informò il mercante di questo fatto. Marvadi era molto giovane... aveva solo 65 anni! Il vedovo desiderava dunque che il sessantacinquenne Marvadi sposasse la figlia diciottenne! Essendo molto povero, il padre della ragazza si voleva togliere il peso con quella sistemazione. Pensava, infatti, che, sistemata la figlia in una famiglia benestante, anch'egli ne avrebbe avuto dei vantaggi. Si raggiunse l'accordo e, attesa l'occasione propizia, il vedovo diede la figlia in sposa a Marvadi. Sin dal primo giorno di matrimonio, la ragazza non fece altro che versar lacrime. Era un pianto e un singhiozzo continui: "Ahimè, sfortunata! La mia vita è una disgrazia!»

Il giorno dopo, la sposa novella fu condotta all'abitazione di Marvadi. Ella non avrebbe mai ricavato gioia da tutto il lusso che c'era in quella casa, nonostante Marvadi le offrisse un mondo di gioielli e di oggetti preziosi. Quando si hanno in mente problemi e angosce, non c'è cosa materiale che li faccia sparire. Nessuno mai potrà eliminarli in quel modo!

Una notte, mentre Marvadi dormiva profondamente e russava, la giovane sposa se ne andò da casa e cadde nel Gange. Più tardi il cadavere venne trovato e identificato.

All'11° giorno, come da rituale, Marvadi mandò 2000 rupie all'ashram di Rishikesh, vincolando la somma all'acquisto di generi alimentari e merce varia. Quel giorno, nell'ashram di Satcitananda ci fu una gran festa per tutti i sannyasin. Per l'occasione furono confezionati dolci di ogni tipo e tutti ne ebbero a sazietà.

C'era nel monastero un monaco puro di cuore. Il suo nome era Atmananda. Molte volte è venuto da me, dicendo che vuoi lasciare tutto per vivere qui. Ma lo gli ho detto che questo non è posto per sadhu. «Torna indietro - gli ho detto - e vivi in solitudine là.» Gli ho fatto dono di un japamala ed egli, felice, se n'è ritornato a Rishikesh. In quella festa anch'egli aveva preso parte a quel banchetto. Ma, quando la sera si sedette in meditazione, ebbe la visione di una giovane ragazza, una diciottenne che piangeva singhiozzando. Si meravigliò di quei pensieri conturbanti, perché mai fino allora gli erano passati per la mente.

Si recò al Gange per fare un bagno, poi tornò a meditare. Ma, nella sua mente si ripresentavano le stesse immagini. «Come mai nella mia mente ci sono delle impurità? Perché queste visioni?», si chiedeva. Si mise a riflettere e a fare un'analisi introspettiva su sé stesso. Ma non riusciva a capire. Nella sua vita non c'erano mai stati atti o pensieri impuri.

Il giorno seguente tornò a fare un bagno e si sedette per meditare. Durante la meditazione, la stessa scena. Pensò che non ci fosse altro da fare che ricorrere a Satcidananda. Nel contempo, un brahmananda, cioè un realizzato dell'ashram di Shivananda era venuto a trovare Satcidananda. Mentre i due stavano conversando

fra loro, si presentò Atmananda, il quale si buttò ai piedi del santo e gli disse implorando: "Maestro, che peccato ho commesso'? Qual è la ragione per cui mi si presenta continuamente questa immagine durante la meditazione'?" Il brahmananda pose delle domande a Satcitananda. Ma anch'egli non sapeva capacitarsi del-

la cosa. Il brahmananda rifletté per un istante, poi chiese ad Atmananda: "Che cos'hai mangiato ieri'?". Il sadhu descrisse la festa del giorno prima, del cibo preparato per l'occasione e degli oggetti che erano stati distribuiti.

"Da dove viene tutta questa roba?", chiese il brahmananda. «Col denaro offerto da Marvadi - fu risposto - sono stati comprati cibo e merce varia.» A quella risposta il brahmananda volle andare più a fondo e venne a sapere tutta la storia di Marvadi, che aveva inviato 2000 rupie perché fossero destinate a quello scopo.

Tutte le idee, tutti i pensieri associati al cibo, agli utensili di cucina e al cuoco, influenzano la mente di chi se ne serve.

(Dai DISCORSI 1988/89, XXV.

Mother Sai Publications)

 

VEGETARIANI PER AMORE

 

Dio sente ciò che provano gli animali

Se sentite amore per tutti gli esseri, nella fede che in tutti c'è Dio, potete trovarvi in qualsiasi altro posto, ma le vostre preghiere Mi raggiungono e la Mia grazia raggiunge voi. Quand'ero nel mio corpo precedente, dissi al sa/1ih Nana che lo, oltre che negli uomini, sono anche nelle formiche, negli insetti e negli animali. Quando un cane mangiò dei dolci destinati a Baba (di Shirdi), fu detto che erano giunti a Baba, perché egli li aveva mangiati nella forma di quel cane; e Nana, un devoto che stava preparando del cibo per Baba, cacciò via un cane che si era avvicinato ai piatti. «Nana dice che mi offre da mangiare, ma quando arrivo in forma di cane, mi caccia via», disse Baba.

(Discorsi vol. V [/964/671 XXI, § ]0)

Vita dura per gli animali...!

Anticamente si celebravano dei riti, detti yajna, nei quali venivano sacrificati gli animali. Ma l'animale è solo un simbolo; ciò che si deve immolare non è una creatura che già conduce una vita di sacrificio senza che l'uomo gliela debba far concludere sull'ara! La bestia che dev' essere uccisa è un' altra. Nel lessico spirituale, infatti, "animale" significa "la coscienza del corpo" o "coscienza dell'ego". Ora, è proprio questa che deve morire. (La Via della Medita zione - Dhyana Vahinl, I, § 19)

Responsabilità nell'uccisione degli animali

Disse una volta Prahlada; «Trovando difficile annullare il proprio egoismo, l'uomo preferisce sacrificare una bestia. Ma uccidere gli ani- mali conduce alla schiavitù, perché è una manifestazione di "ignoranza" (tamoguna) , mentre il sacrificio della bestia dell'egoismo è un atteggiamento virtuoso, sattvico, che porta alla liberazione e quindi a Dio». (La Via della Meditazione - Dhyana Vahini', VI, § 24)

Chi può uccidere gli animali e chi no.

Gli aborigeni nella foresta cacciano gli uccelli: ciò è legittimo in quanto fa parte del loro stadio di vita e dei loro mezzi di sussistenza. Ma l'asceta che pure vive nella foresta, impegnato a scoprire in se stesso la sorgente dell'A- more Divino, commetterebbe un grave torto, che potrebbe insidiare il suo progresso se negasse amore agli uccelli che vanno a posarsi sugli alberi.

(Discorsi vol. VI, [1967-68], XXVI, § 6)

Chi mangia carne. . .

Oggi, chiunque si consideri Mio devoto o meno, dovrebbe smettere di mangiar carne. Per quale motivo? Perché il consumo di carne sviluppa solo qualità animali. Si dice, a ragione, che il cibo che si consuma determina la qualità dei pensieri. Mangiando la carne di vari animali, svilupperete quelle caratteristiche che essi possiedono. Che grave peccato è nutrirsi di creature che sono composte degli stessi cinque elementi di cui è composto l'uomo! Ciò sviluppa tendenze demoniache e inoltre si commette il peccato di infliggere pene crudeli a tali creature. Pertanto, coloro che aspirano sinceramente a diventare devoti di Dio, devono rinunciare al cibo non vegetariano. Alcuni si definiscono devoti di Sai, di Rama o di Krishna e poi mangiano il pollo. Come possono considerarsi seri devoti? Come può Dio accettarli come Suoi devoti? Tutti, pertanto, indiani o stranieri che siano, dovrebbero smettere di mangiar carne. Smettete di mangiar carne, subito! (Mother Sai 2/Marzo-Aprile

1995, p. 12)

Com'è il cibo, così è la mente: se si assume della carne d'animale, si avranno pensieri animali. Per esempio, se si mangia del castrato, dovete chiedervi: "Qual è la caratteristica della pecora?» Quella di essere un pecorone, quindi di colui che si comporta in modo servile, perdendo il senso della discriminazione. Se mangiate del maiale, svilupperete la qualità tipica del maiale, cioè l'arroganza. Tutto ciò non solo porta danno ai vostri pensieri, ma si riduce a violenza. Uccidere gli animali è un peccato. Voi vi giustificherete dicendo che è il macellaio che uccide; ma non è un'attenuante, perché il macellaio uccide animali solo perché ci sono persone come voi che li mangiano. Se smetteste di mangiarli, nessun macellaio li esporrebbe in vendita al mercato. Quindi, il peccato lo commette chi mangia come pure chi uccide. È per questo mo- do improprio di cibarsi che si perdono le qualità umane e si acquisiscono quelle animali.

(Sathya Sai Newsletter: Spring 1995, p. 16)

Chi si dà a bevande alcoliche perde il controllo delle emozioni e delle passioni, degli impulsi e degli istinti, dei discorsi e delle azioni e può perfino abbassarsi al livello delle bestie. Chi mangia carne sviluppa inclinazioni alla violenza e contrae le malattie degli animali. Se ci si abbandona a cibi ragiasici, la mente diventa più intrattabile; se poi si consumano con gusto cibi tamasici, la mente diventa refrattaria a qualsiasi rieducazione.

(Discorsi vol. V [J964/67]; IV, § 14) Ho sempre attribuito un'importanza vitale,

fin dalla mia fanciullezza, all'alimentazione vegetariana e ho sottolineato a chiara voce il fatto che la gente deve abbandonare l'alimentazione non vegetariana. Il mangiar carne alimenta le qualità animali dell'uomo e lo abbassano a livelli demoniaci. È uno spettacolo lacerante vedere mucche sventrate e parti macellate che serviranno da cibo per l'uomo. La mucca in India, fin dai tempi antichi, è venerata come una madre... La macellazione delle vacche è qualcosa che ripugna alla cultura del nostro Paese. Le due necessità più urgenti che ridaranno la pristina gloria alla nostra nazione e al nostro popolo sono l'approvvigionamento di acqua potabile e l'eliminazione dei macelli. La violenza, in qualsiasi forma essa venga compiuta, è una malvagità e uccidere animali che non hanno colpa è una dichiarazione palese di barbara inciviltà. Do la Mia benedizione al Primo Ministro dell'India e mi aspetto da lui che attui questi due progetti durante la sua carica.

(Sanathana Sarathi 12/1994, p. 323)

Quali animali sacrificare?

fra i cinque yajna raccomandati a tutti, il Bhiìta Yajna è dedicato a tutti gli esseri viventi. Vuol dire essere buoni con gli animali, special- mente con gli animali domestici che danno il latte e faticano per noi nei campi, come le bestie da tiro. Essere buoni anche con i più piccoli, quali pecore, capre, cani, gatti, e inoltre anche con tutto ciò che cammina, striscia e nuota, comprese le formiche. Il mucchio di grano sui formicai che serve

per nutrire gli insetti, viene posto per e- spiare la distruzione delle formiche che hanno fatto il nido nella legna che noi bruciamo. (la Voce dell’Avatar ll VI.15)

Non dovete sacrificare un agnello, una vacca o un cavallo, ma la vostra animalità, la lussuria e l'avarizia bestiale, l'odio e la cattiveria. Sacrificateli, e guadagnerete il paradiso della pace immutabile. Uccidere una pecora è una truffa meschina che non inganna nessuno. L'animale da uccidere è dentro di voi, la bestia vigliacca che impazzisce nell'ira cieca e criminale delle masse. Gautama il Buddha vide delle pecore condotte al sacrificio per uno yajna; si prese in spalla con dolcezza un agnellino e seguì il gregge avviato al recinto in cui il re stava svolgendo la cerimonia. Gli dissero che l'uccisione di un agnello avrebbe portato una gran fortuna al sovrano e allo stato, e il Buddha rispose: "Se il sacrificio di un animale così piccolo porta tanta fortuna, ammetterete che la morte di un monaco, principe per giunta, vale molto di più di quella di un povero piccolo agnellino. Uccidete me, e il vostro merito sarà molto maggiore»; e spiegò al re che le vittime del sacrificio sono il simbolo delle nostre debolezze e dei nostri vizi. Il Buddha lo convinse della falsità dei suoi attaccamenti ai benefici irrisori provenienti dalla correttezza dei riti, e gli disse che la preghiera che esce dal cuore d'ogni indiano al sorgere del sole è: Sarve janah sukino bhavantu, «Possano tutti gli esseri avere felicità». «Sacrificare un essere vivente - continuò il Buddha - per avere felicità qui o nell' aldilà, anche accompagnato dalle formule rituali più acconce, è sempre un'azione egoistica, e si deve sconsigliare. Uccidere perché tu possa vivere più a lungo e più felice è un azione riprovevole». E simile alla protervia di quei disgraziati che fanno i gradassi perché hanno la bomba atomica capace di ridurre in cenere intere città e stati. Fanno tremar di paura tutta l'umanità, come il sacrificante degli yajna fa tremar di terrore le vittime.

(Discorsi voI V fJ964-67i XXVII, §§ 3.4)

È invalso l'uso di sacrificare oggi animali in- nocenti e docili, come capre, pecore, ecc. nel nome degli yajna e degli yaga. Un giorno, un'anima nobile notò alcuni animali che veniva- no condotti all' altare sacrificale in una grande processione. Chiese al proprietario di quegli animali quale fosse il beneficio che riteneva di ottenere dalla loro uccisione e gli fu risposto che, come risultato dell'offerta a Dio, gli anima- li si sarebbero liberati. Allora, quell'anima nobile disse: «O uomo, tua madre, tuo padre, tua moglie e tuo figlio, tutti bramano la loro liberazione. Perché dunque non li sacrifichi per soddisfare pienamente il loro desiderio? Perché non offri la liberazione a chi vi aspira invece di imporla a degli animali innocenti che non sanno nemmeno che cosa significhi liberazione. Se sei fermamente convinto che il sacrificio liberi la vittima sacrificata, perché non sacrifichi i tuoi genitori, tua moglie, i tuoi figli?»

(Disc. del 14-02-1999)

Rispetto per la Natura

Dalla nascita alla morte, dall' alba alla notte,

l'uomo persegue piaceri fuggevoli, sfruttando, saccheggiando e profanando la Natura, ignorando la verità che essa appartiene a Dio e che ogni danno ad essa causato è un sacrilegio che merita una dura punizione. (Prema Dhaara, p. 22)

Un quarto anche agli animali

I saggi dell'antichità hanno prescritto quattro vie per utilizzare la ricchezza ed il guadagno: un quarto va utilizzato per le proprie necessità personali e per il sostentamento della ,famiglia; un altro quarto va impiegato per fini caritatevoli e religiosi; un quarto è da destinare alle creature viventi, come gli uccelli, gli animali, ecc.; l'ultimo quarto deve servire a sostegno dello Stato.

(Discorsi vol. XVII [1984], XII, § 20)

L'esempio degli animali

Di fronte alle montagne che sopportano il sole e la pioggia con uguale indifferenza, al ma- re e al cielo insensibili sia alle nubi sia alle tempeste, appare ridicolo che solo l'uomo vada soggetto all'ansia e alla paura. Tra la compagnia di bestie e uccelli che non accumulano cibo per un altro giorno, ma sono felici di lasciare che sia la Provvidenza a provvedere per loro, sembra assurdo che soltanto l'uomo debba impiegare tutti i suoi giorni per calcolare e accumulare. Nessun uccello getta semi in terra con l'intento di far crescere altro cibo per se stesso, né gli animali coltivano e recintano campi proclamando «questo è mio, questo è per i miei figli e per i figli dei miei figli". Per i figli di Dio, discendenza dell'Immortalità, il volto naturale dell'attività è l'assenza di desiderio per l'azione stessa, il distacco dai frutti che ne derivano. Le creature di Dio cantano, nuotano, danzano, si tuffano, parlano, camminano, pregano e languono perché devono farlo: è la loro natura. Non sanno cosa potrà accadere e, di conseguenza, non ci fanno caso; essi non si aspettano alcun risultato. facendo così sono semplicemente sé stessi. Questa è la loro innata natura, la loro caratteristica congenita.

(Discorsi vol. VI [1967-68], LX, §§ 1-2)

Anche gli animali vivono d'amore

L'amore non si trova solamente negli esseri umani, ma esiste anche in tutte le altre creature, belve e uccelli. E non è tutto: in realtà, l'amore pervade tutti gli esseri e ogni cosa nel creato.

(Sanathana Saraghi 2/1995, p. 37)

Al mondo non esiste forza più grande dell'amore, poiché l'amore è privo di connotazioni egoistiche ed è puro... I saggi hanno passato la vita nelle foreste, vivendo fra animali selvaggi e feroci; eppure seppero vivere accanto ad essi amichevolmente. Le belve non facevano del male a quei saggi. Sapete perché? I saggi non usavano assolutamente delle armi; l'unica arma di cui disponevano era l'amore, ed era con quest'arma che riuscivano a domare animali per natura feroci. Purtroppo, oggi ci sono esseri umani che si definiscono tali, ma che in realtà si comportano peggio delle belve. E ciò accade per un vero e proprio egoismo: qualsiasi cosa pensino, dicano o facciano, è fondamentalmente intrisa di egoismo. Di conseguenza, l'uomo oggi non riesce a godere pace.

(Sanathana Sarathi 6/1995, p. 163)